L’Italia selvaggia. Guida alla scoperta di luoghi incontaminati per tutti i piediConosco Elisa Nicoli da tanti anni, eravamo più giovani, lei molto più di me. Ora si è fatta grande, e sta pubblicando libri su vari temi, dall’ecologia alle pulizie creative. Con questo nuovo libro è tornata al suo vecchio amore, il camminare. Per l’editore Altreconomia è uscito “L’Italia selvaggia. Guida alla scoperta di luoghi incontaminati per tutti i piedi”. È un piccolo libro ma denso di proposte. Intanto la prefazione è di Franco Michieli, l’esploratore che collabora da anni con la Compagnia dei Cammini.
Esistono ancora in questa Italia cementificata luoghi selvaggi, dove la natura signoreggia e la presenza umana è rarefatta? Sono pochi, ed Elisa vi propone di conoscerli camminandoci dentro.
La dichiarazione di intenti è chiara: «Questo libro è alla portata di tutti, anche di chi è alle prime armi con l’escursionismo e non ha esperienza di selvatico. Se invece siete degli esploratori “patentati”, forse questo libro non fa per voi. In altre parole, non ce la sentiamo di mandare i nostri lettori allo sbaraglio, su tracce di sentieri che si perdono. Questo libro vuole essere un’iniziazione al selvaggio, uno sfiorarlo, un intravederlo, a volte un anelarlo, raggiungendolo solo in pochi momenti…».
Alle giuste e necessarie indicazioni preliminari seguono 14 schede di luoghi selvaggi. E si comincia con la famosa Val Grande. Di ogni luogo Elisa intervista uno specialista del luogo, guide, scrittori, guardiaparco, persone che vivono lì. Poi l’autrice descrive i buoni motivi per visitare quell’area, gli itinerari da fare a piedi, consigliando anche posti tappa, libri e mappe.

Da Nord a Sud le aree selvagge sono anche la Val Codera, i Lagorai, la Valtramontina, poi negli Appennini la Valle dello Scesta, in Abruzzo la Cicerana e i Monti della Meta, poi più a sud l’Orsomarso, l’Aspomonte, in Sicilia Cava d’Ispica e in Sardegna il Supramonte.
Colpisce che nel libro la Compagnia dei Cammini non sia mai nominata, sebbene siano intervistate e coinvolte molte nostre guide (Franco Michieli, Cesidio Pandolfi, Nanni Di Falco, Paolo Iannicca), e sebbene la Compagnia dei Cammini non solo accompagni viaggi in quasi tutti questi luoghi, ma in molti di questi sia stata la prima associazione a farli conoscere al pubblico dei camminatori, penso agli Iblei, o al Supramonte, solo per citarne due. Noi, viceversa, il libro della Nicoli lo consigliamo a prescindere. Perché è ben fatto, e anche se non siamo nominati, in quei luoghi noi ci siamo e ci saremo. Per cercare il lato selvatico dentro di noi, e farlo conoscere a tutti voi.

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