Camminare nei cimiteri è un camminare intimo, per molti un momento di raccoglimento. Quando accompagnavo gruppi nel tratto finale della Via Francigena, da Viterbo a Roma, non mancavo mai di portare tutti al cimitero acattolico vicino a Piramide. Se non ci siete stati, vale la pena, un cimitero nel verde, nel cuore di Roma, una boccata di ossigeno per i vivi, che da quelle tombe in quel luogo di silenzio e pace possono ricevere tanto.

Cimitero acattolico di Roma

Nella stessa predisposizione d’animo si pone Paolo Patui, con il suo libro “Scusate la polvere”, sottotitolo “cimiteri, sospiri e piccoli miracoli”. In forma di storia, il protagonista che non ama i cimiteri entra per caso nel cimitero di Udine facendo running insieme a un amico. E qui incontra uno strano custode in bicicletta. Che comincia a farlo riflettere sul senso dei cimiteri, con scambi di citazioni colte e riflessioni sulle tombe e sulle storie di chi vi risiede. Poi il protagonista, che è insegnante, come l’autore del libro, conosce una studentessa anche lei appassionata di cimiteri, apparentemente per il gusto del dark, ma poi si scoprirà che i motivi sono più profondi. E insieme visiteranno cimiteri importanti, quello di Torino, quello di Praga, e ci racconteranno di altri cimiteri famosi come Pere-Lachaise a Parigi e meno famosi come quello di San Finocchi a Volterra. Senza l’ansia di cercare i personaggi famosi, ma per cercare pace e non rimuovere la morte, camminare nei cimiteri aiuta i vivi a ricordare. Perché i cimiteri servono a questo, a non cancellare la memoria, e nell’uomo c’è una forte motivazione a essere ricordato dopo la morte, a questo servono i cimiteri, ci racconta Paolo Patui.

Paolo Patui – “Scusate la polvere”, Bottega Errante Edizioni 2019 – 15 euro

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