Da metà maggio in libreria!

spiralememoria

Luca Gianotti ha camminato 15 giorni in inverno, visitando 38 paesi della Marsica, incontrando circa 500 persone, ricostruendo macrostorie e microstorie ed è nato questo libro, un “oggetto narrativo non-identificato” che parla di questi cento anni, dal 1915 a oggi, parla di Silone, Don Orione, Giovanni Giurati,  Giovanni Cena, del film Uomini e Lupi, ma anche di tante persone comuni, travolte dagli eventi della storia, di paesi abbandonati o spopolati, di comunità che cercano di sopravvivere, di giovani che costruiscono progetti virtuosi.  Un libro carico di ottimismo: guardando al passato si può volare verso il futuro, con animo positivo e cuore sereno.

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RASSEGNA STAMPA

Puntata di Experia trasmessa su RaiDue “La terra trema” di Guido Morandini, con Luca Gianotti come ospite in cammino, immagini girate durante la spirale della memoria.
– Puntata della trasmissione radio “42 la risposta” dedicata interamente al libro Spirale della memoria, tramessa da Radio Città del Capo e Radio Kairos di Bologna il 23 giugno 2015
– Articolo sul quotidiano Il Centro, pagina Cultura, 2 giugno 2015
Recensione su BinRome del 1 settembre 2015
Recensione su Abruzzo Emotions 2.0, 12 maggio 2016
– Ultramaratone, 7 giugno 2015
 Recensione di Alberto Conte, Movimento Lento ottobre 2015
 Wikinews , novembre 2015
 Articolo sul quotidiano Libero, 31 gennaio 2016
 Recensione dello scrittore Paolo Ciampi sul suo blog, marzo 2017

HANNO DETTO O HANNO SCRITTO DEL LIBRO

La spirale della memoria è un libro che va letto perché è bello leggerlo: lo apri e sei in cammino, non hai voglia di chiuderlo, diventa quasi il tuo taccuino di viaggio e quando arrivi a pagina 192, chiudi e posi il libro ma capisci che sei già su un altro sentiero importante, quello della presa di coscienza che non esclude la meravigliosa leggerezza e libertà offerta dai passi che compiamo nel mondo. Si, questa Marsica devo proprio andare a respirarla. Naturalmente a piedi.” (per leggere l’intera recensione QUI)
Davide Sapienza, scrittore

“Il  libro di Gianotti dà forma alla memoria.  La spirale è un’onda che si propaga all’infinito, non è concentrica. Non si espande con legge matematica, ma soggettiva. Si conosce l’inizio ma non la fine. Questo  libro  è così, indica un percorso che ognuno  può rivivere, anche fisicamente; nessuno, neanche l’autore ne conosce gli esiti. Un piccolo sisma a suo modo.”
Guido Morandini, regista Rai

“La spirale della memoria, un viaggio per cercare il passato ma anche se stessi attraverso un percorso a cerchi concentrici che si conclude nell’epicentro di tutto. L’occasione è il centenario del terremoto della Marsica ed è lo stesso Gianotti a compiere l’impresa: il suo camminare solitario in pieno inverno, nel gennaio scorso, è un affondare i piedi nella storia, più che nella neve. Experia, trasmissione in onda su Rai Due per Expo, ne ha fatto un bel racconto.”
Alessandra Beltrame, giornalista, su Wired

” …Questo ritmo dinamico che unisce ieri e domani, adesso e mai più, è quello di un camminatore scrittore, capace di vivere un presente  narrativo che dà corpo ad un racconto coerente, con andatura costante, gradevole,  garbatamente ribelle, tenacemente spinto dal desiderio di capire, di conoscere, di ricostruire senza semplificazioni, di ricordare senza pietismi, di andare avanti con la consapevolezza che anche l’identità è un elemento in divenire, oggetto e soggetto di conquista….” (per leggere tutta la recensione)
Marcella Terrusi, docente di Letteratura Università di Bologna

“… In furgone, durante il viaggio, sono riuscito a leggere un altro pezzo della Spirale: adesso sono a Villavallelonga e alla fine del quarto giorno. Procedo bene, l’impasto di storia, diario di viaggio e narrazione mi pare convincente. Col fatto che usi la seconda persona per parlare di te stesso, a volte mi pare di avere sotto gli occhi un libro di Enrico (Brizzi: e ovviamente lo considero un complimento).”
Giovanni Wu Ming 2, scrittore

“In cammino tutto ti si offre e non puoi prendere niente. Hai tutto senza possederlo, consapevole della tua minimale e transitoria finitezza, realizzi di non essere proprietario nemmeno della tua vita ma hai la sensazione vivida di parteciparla in ogni suo elemento.
E la memoria? Il viandante ricorda tutto, anche i volti dei passanti incrociati per pochi secondi, anche le istantanee mutazioni del cielo, ricorda i dettagli e non perde il quadro d’insieme. Come Luca Gianotti, che parte i primi giorni di gennaio del 2015 da casa sua, Tagliacozzo, per far ricordare alle sue gambe e poi al resto del suo corpo il terremoto della Marsica del 1915. Uno tra i sismi più violenti che abbia colpito l’Italia nel ‘900, più di 30 mila morti, secondo solo, per numero di caduti, a quello che colpì Reggio e Messina nel 1908. Eppure chi se ne ricorda? Gianotti compie un cammino di 15 giorni nella neve, incontrando centinaia di persone, documentandosi in archivi (in particolare il New York Times dell’epoca), non solo per ricordare quella tragedia ma per interrogarsi su se stesso (cammino per ricordare o per vanità?) e sulla realtà di una terra, quella abruzzese, ancora oggi ingiustamente dimenticata e sottovalutata: «l’Abruzzo potrà rialzare la testa solo se si riapproprierà del suo essere Sud, se recupererà l’orgoglio di essere Sud». Si fa accompagnare nella Marsica («buco nero della geografia») da un fantasma, quello di Ignazio Silone, che ha vissuto il terremoto in prima persona, e cerca di capire il perché di quella marginalità, di quella apparente rassegnazione che già Silone annotava tra le macerie, quando scriveva che «nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza».
Anche il diario-reportage scritto a piedi e coi piedi, dunque, rientra nel calderone dell’inclassificabile genere letterario della viandanza, e forse oggi appare come l’unica forma possibile di raccontare un territorio liberi da condizionamenti esterni. Una tipologia di testo in cui il dato autobiografico si sfalda nella ricerca storica, nell’analisi del paesaggio, nella denunzia degli scempi ambientali, nell’intreccio di rimandi letterari, senza omettere il dato sentimentale che non può non irrompere da un’esperienza del genere. Il libro di Gianotti – “La spirale della memoria. In cammino sulle tracce del terremoto della Marsica” – è uscito di recente per le Edizioni dei cammini. Un progetto editoriale centrato sul cammino: un’operazione assai rischiosa di questi tempi, che va incoraggiata, con l’augurio che la direzione sia non tanto quella dei diari, ma quella di congegni testuali inafferrabili, letterari, complessi. Poi starà al lettore, come sempre, decidere se passare parola, e quali parole vadano custodite nello zaino.
Luigi Nacci, scrittore viandante

La spirale della memoria, bello e dolente, bello e utile. Un libro che parla direttamente al mio cuore, perché viaggio lento e capacità di ascoltare il passato per me sono imprescindibili, ma che sono convinto potrà conquistare chiunque sa mettersi in cammino per cogliere la profondità del tempo.
Paolo Ciampi, scrittore

“Caro Luca
ti abbiamo incontrato a Bologna, quando presentavi il tuo libro ai giardini Margherita. Ti abbiamo ascoltato e chiesto una dedica sul libro.
Lo abbiamo letto, ci è piaciuto tanto, per quello che scrivi e per come lo scrivi, per la tua posizione esistenziale e le cose concrete che fai.
Mio marito è nato ad Avezzano, quindi anch’io da quarant’anni vado ogni tanto nella Marsica ( ora meno, perchè i suoi genitori sono morti): le prime volte che da fidanzata andavo nella sua città, mi chiedevo cosa mi disturbava, quel senso di nuovo senz’anima, una moltiplicazione di supermercati e negozi anche lussuosi ( mia suocera diceva: ad Avezzano non manca niente!), ma la percezione dello sradicamento dalla propria storia per me, estranea, era netta; io cerco sempre il “centro” nei paesi che visito e non lo trovavo. Poi ho saputo che il terremoto aveva azzerato tutto, ma la ricostruzione, che ne aveva fatto delle tradizioni e dell’arte di quel popolo, in gran parte annientato? Forse non c’erano più i testimoni o la volontà di ascoltarli? I tanti venuti da altre regioni, come i nonni di mio marito dalla provincia di Bari, per l’occasione di lavoro che il disastro poi consentì, non vi hanno portato l’amore dei luoghi? O è stato il mefitico consumismo degli anni cinquanta-sessanta che ha imperversato anche qui?
Comunque ho cercato intorno e con Filippo sono andata nei paesi e nelle montagne che lui, da ragazzo, non aveva visitato: ho amato tanti posti, di profonda natura e di piccoli centri riconoscibili; mantengo nel cuore, il silenzio delle foreste intorno a Cappadocia, a Marsia… vedo con piacere che da qualche anno il tratto Avezzano-santuario di Pietracquaria è sempre pieno di persone che camminano, mentre 40 anni fa erano davvero rare.
Il tuo libro mi ha preso anche perchè citi luoghi che riconosco o mi stimoli a conoscerne altri o a fermarmi negli agriturismi che tu hai scelto: ecco, nello sfacelo della modernità, la cosa più importante e che più condivido è la convinzione che le piccole realtà imprenditoriali, di qualità e genuinità dei prodotti, possono essere la soluzione per vivere e invertire le leggi del grande mercato. Quando le incontro, specialmente in regioni che le favoriscono, come la Toscana, penso che ci siano vie d’uscita, senza piangersi addosso, come dici tu, ma accettando di rischiare. Se la tua testimonianza servisse anche a questo, sarebbe molto importante!!
Temo potrò venire raramente in Abruzzo, abbiamo messo in vendita la casa che era nostra, per la lontananza da Bologna, ma chissà, potremmo vederci a Tagliacozzo. Ti auguro ogni bene e ti ringrazio.”
Silvana, camminatrice

Ho quasi finito il tuo libro sul terremoto della Marsica ed a parte non aver parole per dire quanto mi sia piaciuto e ci abbia ritrovato stile e atmosfere degli scrittori di viaggio che più amo (Sebald il mio preferito), con una gioia enorme ( dopo mesi di letture un po’ insipide finamente ho ritrovato quel pensiero amato che duurante il giorno mi fa desiderare che sia sera per tornare a leggere!) mi è venuta una gran voglia di cammino, con tutto ciò che comporta, certo ora dovrà restare lì in attesa per un pezzo, ma è un buon segno, lo so, è come aver già aperto la pagina, verrà il momento in cui dei passi la segnerano… quindi: GRAZIE!
(dopo qualche giorno) caro Luca, fai benissimo ad essere convinto ed orgoglioso del tuo libro, l’ho terminato da parecchi giorni ed ancora non mi lascia e spesso nel giorno me ne tornano in mente frammenti ed atmosfere, cosa che mi accade solo con libri speciali, pieni di…anima, potrei dire, giusto per spiegarmi in poche parole.
Emanuela Zamberlan, Fattoria di Vaira 

“Ma è straordinario il tuo viaggio da solo per 15 giorni visitando 38 paesi d’inverno dove in alcuni paesi si entra solo a piedi grande Luca…
Vorrei leggerlo tutto d’un fiato ma preferisco gustarmelo per entrare in pieno nel tuo cammino avventuroso d’inverno poi, il vecchio che ti incontra dicendoti con questo male tempo non hai paura dei lupi te” sse magna!”
Tu  nato a Modena ti ritrovi casualmente con la tua splendida famiglia a vivere da 17 anni a Tagliacozzo ed entri con l’anima raccontando la storia Abruzzese una bellissima terra inesplorata con zone allo stato naturale. E proprio vero è inconcepibile: molti Italiani non sanno dell’Abruzzo o del Salento che si trovano nel Sud Italia. Durante il tuo cammino il tuo pensiero strategico di non allarmare i contadini della presenza di volpi per non scatenare una caccia dimostra tutto l’amore che hai per la natura. Toccante: un terremoto alle montagne non cambia molto alle persone si, il terremoto non ci torrà più nulla. torrà è di”Panfilo Gentile”?  Il libro emana un odore di carta gradevole come un tempo.”
Ersilio Teifreto, un lettore di Torino

“Sono ben cosciente di non essere la persona più adatta per dare giudizi, in quanto coinvolto, fisicamente prima e emotivamente adesso che l’ho appena finito di leggere. Ti dico solo che l’ho divorato in un giorno e mezzo e che ora, citandoti, sento il bisogno di riprendere la marcia. Per qualche giorno ancora…”
Roberto Casaccia, camminatore

Il libro è meraviglioso. Mi ha fatto scoprire tante cose sul terremoto e sul nostro territorio che fino ad ora ignoravo. Ed è encomiabile il metodo da te scelto per raccontarlo e soprattutto la volontà che traspare in ogni riga, di non lasciare che quella data resti solo un punto di commemorazione, ma un punto per trovare sempre la via per farcela e per andare al di la di qualsiasi ostacolo che la vita ci pone davanti. E’ stata un emozione grandissima il ritrovare in quelle pagine anche i nostri nomi e cresce sempre di più il rammarico per non aver avuto il tempo per venirti a trovare ma prima o poi ce la faremo. A presto.
Antonella Gentile, b&b La casa dei nonni, Scanno

“Ho vissuto una parte del viaggio di Luca Gianotti prima di aver letto il libro. Il punto di vista distaccato e descrittivo, con le emozioni di chi è coinvolto solo in parte in quello che osserva, spiazza e colpisce. La bellezza appare più pura, le storture più evidenti. Nel libro ci sono entrambe in ogni pagina, ma sono le seconde a colpire maggiormente chi, come me, nei luoghi della Spirale è nato, è cresciuto, da cui è fuggito e in cui è tornato. Sarà che le bellezze di cui si legge esistono indipendenti, quasi non fosse nostro il merito, mentre le storture, anche quando arrivano da lontano nel tempo, sono lì perché ogni giorno si sceglie di non misurarcisi. Ma Luca Gianotti scrive ciò che vede e su questo c’è poco da discutere.”
Stefano Gentile, camminatore di Avezzano (Ethnobrain)

Ciao Luca.  Hai certamente fatto un gran bel lavoro di ricerca attraverso documenti, testimonianze e letteratura, attraverso la fatica del percorso e attraverso  le tue emozioni cammin facendo. L’unica cosa è che quelle emozioni forse sarebbero state per me più coinvolgenti, se il dialogo fosse stato diretto , in prima persona. E’ vero, c’è l’effetto del tempo. Sono passati 100 anni, e un po’ di distanza è realmente possibile…E anche un po‘ di amarezza nel vedere che poco si muove malgrado la strada che tu fai  e i segnali che cerchi di dare…ma non mollare !!!! Dai semi buoni nasce sempre qualcosa…Coinvolgi i giovani, sono loro che possono cambiare il territorio. Sono loro la speranza e il futuro. Grazie ancora e complimenti per il libro e per ciò che fai. Per l’anima che metti.
– Non c’è loto senza fango- …   dice il maestro Thich Nhat Hahn.
Rossana Lanaro, camminatrice

Ho finito di leggere il tuo libro – La spirale della memoria – e mi fa piacere mandarti i miei complimenti perchè l’ho trovato molto bello; non solo per l’esperienza di cammino e per le notizie storiche e sociali ma anche per come è scritto; in particolare ho apprezzato la scelta (non per tutti agevole in fase di scrittura) di usare la seconda persona singolare, direi molto adatta per “parlare a sé stessi” durante un cammino e che contribuisce a creare un pathos come di visione dall’alto, di atteggiamento “rispettoso”, di una persona che gira a piedi in un territorio tanto stratificato.Saluti,
Marco Italiano, camminatore di Torino

Volevo fare i complimenti a Luca per il libro… lo ringrazio, è stato emozionante entrare dentro questa terra attraverso questo cammino. Mi sono anche commossa. L’ho letto veramente d’un fiato… la magia di sentire l’empatia, entrare nel viaggio, viverlo, non succede con ogni libro. Mi è successo con Jodorowsky, Murakami… e anche con “La spirale della memoria”! …mi sembrava di camminare…
Maura, Villa San Sebastiano (Marsica)

Carissimo Luca,
ho riletto il tuo libro “La spirale della memoria” nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio 2016 (ad un anno esatto dall’incontro a Civita – escursione con le ciaspole fino a Villavallelonga) ritrovando in esso straordinarie suggestioni umane e paesaggistiche. Mi ritrovo nelle tue parole “la fatica e il freddo saranno parte del processo di comprensione” nel ricordare con affetto la nostra fantastica escursione fino a Villavallelonga , il bianco paesaggio, l’indimenticabile suono della neve sotto le ciaspole e le orme dei lupi.
Roberto Zaina, Civita d’Antino

Caro Luca, sono stata molto contenta di ricevere il tuo bel libro, e lo sto leggendo con molto interesse. E’ molto ben scritto: leggendolo si ha il senso del cammino, si sente e si vive il paesaggio, i luoghi che attraversi. Si prova anche tanta tristezza per le vicende di cent’anni fa e per le sofferenze della popolazione. E indignazione per la mancanza di soccorsi.
Trovo molto buona e ampia la documentazione e le ricerche che hai fatto. Mi sembra estremamente bella e giusta la tua idea di fare memoria di un terremoto dimenticato di cent’anni fa con un percorso a piedi attraverso i luoghi colpiti e raccontando poi nel libro questo tuo cammino e gli incontri con le comunità dei luoghi. Ti ringrazio molto per avermi permesso di seguire attraverso la lettura del libro questa tua importante iniziativa.
Serena Gollini, Modena

Ciao Luca, ho appena finito di leggere La spirale della memoria. L’ho letto in poco tempo perché avevo voglia di non perdere il passo, di seguirti nel tuo cammino, di incontrare anch’io i tuoi compagni di viaggio e le tracce dei lupi. Una minaccia costante che eccita la curiosità di andare oltre, in una spirale che a volte diventa un abisso. Nascosto sotto le macerie. E ogni passo è una scoperta. In tutto il libro c’è una tensione costante che rende la narrazione avventurosa. È un avvincente on the road che monta passato presente futuro indicando qual è il movimento fondamentale che possiamo prendere se vogliamo superare la paralisi di questo momento storico: procedere verso il futuro guardando al passato. Come l’Angelus Novus o come si faceva aprendo furtivamente la porta dell’ultimo vagone dei treni in viaggio, per guardare ciò che si lasciava “di fronte a noi” e non “alle nostre spalle”. La spirale mi ha rinsegnato la lentezza la pazienza il discorso più antieconomico possibile: preferire la spirale alla linea retta. Ci sono molte altre emozioni e pensieri che vorrei scrivere ma ora, intanto, ti ringrazio di cuore.
Andrea Appetito

presentazioneAvezzanoscurcola 17 agosto

 

Qui potete leggere il diario di Luca Gianotti sul quotidiano Il Centro pubblicato durante il cammino

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