trekQuesta pagina contiene i miei consigli di guida professionista da venticinque anni per tutti i camminatori: abbigliamento e attrezzatura per partire, consigli sempre aggiornati, con marche e nomi dei modelli che io garantisco per averli provati nei miei cammini. Sono consigli liberi,  sono nominate alcune aziende non con intento pubblicitario, ma per completezza di informazione, visto che nel libro L’arte del camminare si è preferito non dare consigli per gli acquisti.  Sono segnalazioni basate su anni di esperienza diretta,  preferisco nominare solo le aziende di qualità. L’elenco delle marche non vuole essere esaustivo, si sono privilegiati anche i nomi più reperibili sul mercato.
Lo sforzo è tenere sempre aggiornati i consigli (ultimo aggiornamento: novembre 2015).
Il consiglio generale è: comprate prodotti di qualità, la qualità dura di più e aiuta nei momenti di difficoltà. E comprate abbigliamento NATURALE, fa bene a voi, traspira bene, e fa bene al pianeta!

Scarpe da trekking
Di ritorno dal viaggio in Corsica 2012 ho scritto un elogio dei miei scarponi, se lo meritano, erano gli SL della Scarpa.
Insieme a questo modello consiglio una novità per il mercato italiano, le Delta di Scarpa, ovviamente quelle pelle dentro e pelle fuori, senza goretex. Sono sane, di ottima finitura, leggere, adatte a tutti i cammini (Santiago, Francigena) e ai trekking un po’ più impegnativi (Creta, Sardegna, Corsica, Alpi). Grazie all’impegno della Compagnia dei Cammini e a Scarpa, questo modello (Delta solo pelle) è arrivato anche sul mercato italiano, per ora solo in un negozio di Torino, ma contiamo di farle arrivare in tutta Italia! Leggete qui.
Ovviamente continuo a consigliare anche le SL, le Ladakh e altri modelli della Scarpa, purchè siano robusti e costruiti con materiali naturali. Il goretex non è necessario negli scarponi. Consiglio Scarpa perchè in 20 anni di attività professionale ho visto che sono le scarpe più affidabili, e quindi ho scelto anche di collaborare con loro come tester dei loro prodotti.
Le mie preferite: Scarpa Delta solo pelle, Scarpa Khumbu solo pelle e Scarpa SL

Sacco a pelo
Il sacco a pelo di Robert Luis Stevenson, confezionato da lui stesso: “Era una sorta di lungo rotolo, o salsicciotto, con l’esterno fatto di tela impermeabile verde, e l’interno di vello di montone blu. Era comodo come una valigia, caldo e asciutto come un letto. Se ero solo avevo addirittura l’agio di rigirarmici, ma all’occorrenza c’era spazio sufficiente anche per due. Potevo seppellirmici fino al mento. In caso di forti piogge provvedevo a costruirmi una piccola tenda con il mantello impermeabile, tre pietre e un ramo incurvato.
Robert Luis Stevenson, Viaggio nelle Cévennes in compagnia di un asino, Ibis, 1992

Siccome l’autocertificazione delle temperature sui sacchi a pelo è poco credibile, non è quello il metro per valutare un sacco a pelo al momento dell’acquisto. Non credete a chi vi dice che con un sacco a pelo di 500 grammi si può star caldi! Il peso del sacco a pelo è direttamente proporzionale al suo potere calorico! Si consiglia caldamente un sacco a pelo in piumino, con percentuale di piumino almeno 80/20 (e con il cuin  500). Valutare attentamente il peso del piumino interno, è l’altra variabile fondamentale: consiglio almeno 500-600 gr. di piumino (che corrisponde a un peso totale di 1,2 kg).
I materiali sintetici sono a oggi meno caldi e affidabili del piumino, se per motivi etici li preferite, ogni ditta ne produce alcuni modelli.
Preferite marche di livello alto, ditte specializzate in attrezzatura per alpinisti. Tra queste segnalo: The North Face, Marmot, Salewa.
I miei modelli preferiti, anche per rapporto qualità/prezzo: The North Face “Blue Kazoo”, pesa circa 1,2 kg, piumino di altissima qualità, costo sui 230 euro. Garantito fino a – 10° C.
Altro modello un po’ meno caldo è il  “Gold Kazoo“, sempre The North Face, pesa meno di un chilo (900 gr), costa meno del precedente (circa 200 euro),  qualità ottima di piumino (650 cuin), tra i migliori in commercio.
Il mio preferito: The North Face Gold Kazoo o Blue Kazoo (a seconda degli usi)

Materassino
 Ne uso e consiglio un modello da 20 anni, è fatto a zigzag, è ammortizzato anche se di piccolo ingombro e leggero, si chiama Ridge Rest, pesa 400 gr. ed è prodotto negli USA. Lo preferisco anche gli autogonfianti, che sono  a rischio per eventuali forature su sassi o spine, e poi richiedono un lavoro serale e mattutino.
Il mio preferito: Therm-a-rest Ridge Rest

Tenda
Qui il discorso si fa complesso. Dipende se volete una tenda da una, due o tre persone. Ormai ci sono tende davvero leggere. Io consiglio comunque la doppio telo, sempre e comunque (la monotelo non regge ai grandi temporali, e se c’è bel tempo a che serve una tenda? meglio dormire sotto le stelle!).
Un altro consiglio: comprate sempre tende autoportanti, che stanno cioè in piedi senza l’uso dei picchetti, sono le più comode, i picchetti molte volte non servono, e si può montare solo il telo interno quando non piove e fa molto caldo. Se invece la vostra tenda dipende dai picchetti è molto meno versatile.
Come marche consiglio The North Face, Salewa, MSR e Marmot. Qualche modello? The North Face Rock, classica igloo, ma curata nei particolari, pesa 2600 gr. la 2 posti e 2900 gr. la 3 posti. La Salewa Denali, anche lei igloo classica, c’è da 2 e da 3 posti. La Marmot Limelight è invece più originale, è una tenda novità, leggera (2400 gr. la 2 posti), colori moderni, piccoli dettagli curati, buon rapporto qualità/prezzo. Anche le The North Face Tadpole 2 posti sono ottime, perchè molto stabili, autoportanti e resistenti al vento. E leggere (2370 gr.)
Ma sulle tende torneremo presto a parlare più in dettaglio, perchè sta avanzando una cultura dell’ultralight che porta novità.
La mia preferita: The North Face Tadpole 2 (da 3 persone, o per stare più comodi in 2,  segnalo la Talus 3)

Zaino
Nei miei primi venti anni di attività di guida ho visto passare molte generazioni di zaini, e non sempre quello che è venuto dopo era meglio di quello che c’era prima. Venti anni fa i miei zaini preferiti erano i Berghaus . Ho iniziato ad andare in montagna con uno Zappelli, parliamo di storia dell’alpinismo. Poi altri Berghaus, ma oggi questa azienda non fa più gli zaini di una volta, sono ancora discreti, ma non sono più così innovativi. Per un po’ ho usato uno zaino Modan, costruzione israeliana, pieno di soluzioni intelligenti, ma pesantissimo… Poi ho usato gli zaini della North Face, che hanno un grande vantaggio, sono leggerissimi. Altra azienda del settore, sempre americana, che fa buoni zaini è la Osprey.
Una zaino deve avere una buona regolazione dello schienale, lo zaino è come un vestito, deve essere su misura. Spesso mi capita di incontrare camminatori sprovveduti che hanno comprato lo zaino senza accorgersi che è troppo grande o troppo piccolo, e quando dico loro che ci sono le misure come nei vestiti, cadono dalle nuvole. Ci sono zaini large, medium e small. Ci sono zaini da uomo e da donna.
Il mio preferito:  Osprey Kestrel 38 litri

Abbigliamento tecnico
Acquistando giacche a vento, pantaloni, pile di aziende specializzate in abbigliamento tecnico da alpinismo si va sul sicuro. Alcune aziende di ottima qualità sono Mountain Hardwear, Patagonia, The North Face.
Patagonia è una ditta con una storia speciale, è un caso emblematico studiato anche nelle università. Fondata da un arrampicatore scalzo che viveva in una capanna e si cominciò a costruire da solo i chiodi per arrampicare, Yvon Chouinard. Il quale poi decise di passare all’abbigliamento. Negli anni ’70 Patagonia era all’avanguardia per l’attenzione ai dipendenti, c’era un asilo nido interno all’azienda – uno dei primi, e vigeva la regola “let my people go surfing”, il motto di Chouinard. Nel senso che i dipendenti potevano lasciare il posto di lavoro se c’era un mare adatto al surf o una neve adatta allo scialpinismo, ognuno era ed è responsabilizzato a organizzarsi il lavoro con i propri ritmi.
Negli anni Patagonia è stata sempre all’avanguardia, sia come qualità dei prodotti (hanno inventato il fleece, il capilene, il regulator, per poi capire il valore della lana merinos) che per le scelte etiche: una ingente parte dei profitti è stata per esempio utilizzata per comprare ettari ed ettari di terreno, in Patagonia, in Canada, e in altri luoghi, per essere poi donati agli enti pubblici che ne avrebbero fatto aree protette. Patagonia ha inoltre deciso di non produrre più in paesi poveri, ma di riportare le linee produttive nei paesi dove i prodotti vengono venduti e utilizzati, per evitare i costi ambientali del trasporto delle merci. Insomma, un’azienda che ha scelte etiche molto interessanti, e che dichiara sul proprio sito i pregi e i difetti, i costi ambientali e sociali dei loro prodotti, e e che può essere da esempio per tante realtà no profit.
La mia azienda preferitissima: Patagonia

Magliette
La tecnologia ha portato alla riscoperta dei materiali naturali. Dalla lana merinos neozelandese si ottiene un filato sottilissimo, quasi come la seta, che si può lavorare per fare calze, ma anche magliette.
La prima azienda è stata Icebreaker, sono riusciti a produrre magliette di lana veramente sottili, possono essere usate sia come intimo in inverno che come maglietta normale in estate. I vantaggi sono il maggior benessere, sono piacevoli sulla pelle, e non puzzano. La maglietta in lana merinos è “calda” e dolce al contatto, nessun cattivo odore anche dopo 1.000 metri di salita, tant’è che se per due giorni non si trova acqua per lavarla si può usare anche il secondo giorno senza disagi. Ma soprattutto dove la lana merinos è invincibile è nel non dare mai il senso di umidità sulla schiena.
La mia preferita: Icebreaker Tech T Lite di lana merinos

Calze
Le calze in lana merinos sono molto confortevoli, il piede se ne sta rilassato, fresco e caldo al tempo stesso, ci sono calze in lana merinos estive e invernali. Purtroppo si consumano più in fretta delle calze sintetiche, ma il benessere vale l’investimento maggiore.
La lana merinos rende le calze molto morbide ed evita il prurito che ci viene in mente quando pensiamo alla lana. E ha un potere traspirante elevato per cui il piede rimane asciutto e con temperatura costante. Queste calze sono comunque elasticizzate e rinforzate con una percentuale di sintetico, per farle durare di più.
Varie aziende producono calze in lana merinos, io preferisco Point 6 e Patagonia.
Le mie preferite: in lana merinos (Point 6 e Patagonia)

Altimetro/orologio da polso
Un altro consiglio che do a chi cammina con me è quello di togliersi l’orologio durante un cammino. Per riacquistare un rapporto più naturale anche con il tempo. In fondo a cosa serve l’orologio in un’esperienza in cui i tempi sono regolati dai ritmi naturali, dove ci si sveglia con il sole, si mangia quando si sente di aver fame, si dorme quando fa buio? Togliendosi l’orologio si ritrova una sensibilità diversa, il ritmo è scandito dal nostro orologio interiore.
L’orologio serve però se dovete orientarvi, ormai le bussole tradizionali magnetiche sono state sostituite da bussole elettroniche, contenute in orologi da polso insieme a barometro e altimetro. Questi orologi tuttofare possono essere anche molto precisi, e comunque la loro precisione è sufficiente per l’utilizzo escursionistico. C’è una ditta finlandese, la Suunto, che si distingue per qualità.
Il modello adatto adesso è il Suunto Core, che ha un ottimo altimetro preciso, un barometro, la bussola, e tante funzioni utili.
La Suunto produce anche orologi con GPS incorporato, che possono servire soprattutto per tracciare il cammino che state facendo, ma io consiglio un modello senza gps, perchè il gps consuma molto le batterie. Ma è una scelta personale, se vi serve, ci sono modelli nuovi molto validi.
Il mio preferito: Suunto Core

Ciaspole
Di ciaspole in commercio ne esistono di tanti tipi, in plastica sono più economiche, con telaio in alluminio più costose. Per chi si avvicina possono bastare anche racchette economiche. Gli svantaggi: plastica rigida, per cui su terreno duro non c’è ammortizzazione, il colpo è secco, e per giunta rumoroso sulla neve (quelle più care hanno una base in neoprene elasticizzato).
Tutte hanno punte di acciaio o ramponcini per avere presa anche sul ghiaccio, può sempre capitare in inverno la lastra di ghiaccio pericolosa. E con questi ramponcini siamo al sicuro, se abbiamo l’accortezza di camminare facendo aderire bene tutta la ciaspola sul terreno.
La fascia più costosa invece è di racchette da neve di tipo americano-canadese, più lunghe, per affondare meno, con telaio in alluminio tubolare e parte centrale in neoprene. Le marche migliori: MSR, Tubbs. Fanno meno rumore, sono ammortizzate, e sono più divertenti sulle nevi alte e poverose. Correre in discesa, con le ciaspole, giù per un bosco, è un gran divertimento, ci si sente di nuovo bambini!
Le mie preferite: MSR Lightning Ascent 

GPS
Vi assicuro che il gps certe volte è comodissimo. Io di solito cammino consultando la carta, la visione d’insieme è molto migliore, con la carta puoi riconoscere il paesaggio che hai intorno, con la carta puoi capire com’è fatto, il paesaggio. Con la carta ogni interrogazone è una prova, e ogni passo giusto una piccola vittoria.
Ma quando la carta non mi sa aiutare, o io non so leggerla al meglio, ecco che, se posso, tiro fuori il gps. E immediatamente mi dice dove sono rispetto a dove dovrei andare. Non mi dice come fare, quello devo capirlo da solo. Ma mi dice che lo stradello che cercavo è oltre quella collina. Devo decidere da solo se andare dritto, ma la vegetazione può essere intricata, e il pendio ripido, oppure aggirare la collina, salendo da dietro. Ci vuole dunque competenza e consapevolezza anche nell’uso del gps.
Il mio preferito: Garmin Oregon

Borraccia
In acciaio, con bocca grande, le mie preferite in questo momento sono le Kleen Kanteen.

Guanti
Guantini leggeri da tenere sempre nella giacca a vento, di lana merinos, i miei preferiti: Patagonia o Hestra.

La cultura dell’Ultralight
E’ un po’ l’evoluzione del presente e del futuro, risparmiare qualche grammo qua e qualche grammo là, e alla fine avere zaini più leggeri di un chilo o due (che non è poco). L’attrezzatura e l’abbigliamento ultralight costano però davvero tanto. Facciamo un esempio: un sacco a pelo di piumino di altissima qualità, con materiale esterno leggerissimo (che va anche trattato con molta cura) come il Lightwave Firelight 550 pesa 880 grammi, e costa 750 euro. Il Blue Kazoo della The North Face ha la stessa capacità termica, ma pesa 1150 grammi, 270 grammi in più. Costo: 230 euro. 270 grammi risparmiati, certo, ma con un costo aggiuntivo di ben 500 euro!
Ecco che la cultura dell’Ultralight, che ha i suoi canali previlegiati (come il sito web inglese Ultralight Outdoor Gear oppure i blog di recensioni comparate come Outdoor Gear Lab) è riservato per ora a persone che hanno risorse economiche oppure esigenze davvero specifiche, come scalare l’Everest.

Ovviamente questi sono consigli personali, ma possono esistere prodotti migliori. Certi prodotti, come quelli recensiti nel blog di cui parlo sopra (Outdoor Gear Lab), spesso sono poco reperibili sul mercato italiano e/o sono molto costosi, quindi ho cercato di dare consigli a portata di portafoglio italico.
Se mi scrivete e mi segnalate prodotti che ancora non conosco, novità interessanti, sono molto interessato a testare attrezzatura nuova e poi a relazionare e farlo sapere al popolo dei camminatori.

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